Racconti virtuali

28 Maggio 2007 Commenti chiusi

So che ciò che scrivo in questo come in altri siti tu lo leggi, so che ogni tanto ancora mi pensi, so che ora sei un po’ amareggiato, ma so che anche ti manco un pochetto, che dice allora ingegnere mi perdona? Per caso una sera, ricevere un messaggio che raccontava tutto di me: così è cominciata l’amicizia con un tocco dato dalla befana e forse un amore, il più importante, avrebbe potuto crescere come un dente di leone che cerca di farsi strada sull’asfalto di città. Così fu il principio, con un breve scambio di parole in una Chat per cuori solitari dove nessuno per abitudine si aspetta nulla e dove non si chiede nulla giacché la distanza a volte è un nemico amico che rende grati quei brevi momenti in cui poter tirare un po’ il fiato. “Mi piacerebbe molto stupirti… e ricordandoti che hai a che fare con un informatico ^_^ uno di quelli stile CSI… (ovviamente scherzo!) non ti sorprenderai se ti chiamo per nome… tra l’altro molto bello… Emanuela. Lungi da me dal spaventarti… volevo solo trovare un modo originale per invogliarti a fare due chiacchiere con me…. cosa ne pensi?Ah, dimenticavo…. sei nata di domenica ^_^.” E già, ero proprio nata una bella sera di una domenica di ottobre ma come faceva a saperlo? Nel dubbio, dato il mio cocente pessimismo, temevo di essere involontariamente incappata in uno di quei famosi hacker che infestano tanto affettuosamente il web e con tono minaccioso avevo replicato: “Se sei un Hacker non ti conviene mandarmi nei casini il computer dell’università, mi serve ancora!”. Ho sempre adorato le persone che usano le proprie carte migliori per colpire l’altrui attenzione, barzellette ed effetto sorpresa, stupire e lasciarsi sorprendere dalla varietà dei comportamenti, dall’altalena di umori e impulsi che possono esplodere in qualsiasi istante fuori e dentro se stessi. Per tutta la sera era proseguito il dialogo ridendo e scambiandoci opinioni su università, uomini-donne, problemi di informatica finché i sorveglianti non mi avevano quasi cacciato dall’aula visto che stavano per chiudere l’edificio. Ed in extremis, l’asso nella manica: ottenere il tuo indirizzo mail…… Un torrente di montagna nasce spesso come un piccolo rigagnolo e poi proseguendo nella sua corsa si ingrossa sempre più, diviene più potente e profondo magari infine gettandosi in un fiume. Già, in me sentivo il bisogno di comprensione, non compassione, cercavo una sferzata di energia, adrenalina pura e una ritrovata fiducia, il non pensare di essere una cosa nata per caso in questo mondo. Se ti cercavo, c’eri; se talvolta ti evitavo tu non demordevi, paziente spesso mi hai detto: “ Sfogati, dopo andrà meglio” quelle volte in cui mi sembrava di essere un puzzle sparso per terra. Mille pensieri e ricordi affiorano alla mente ora che non ci parliamo più: niente, sms, niente mail, niente telefonate, banditi i tentativi di ritrovarsi per caso nella stessa finestra di dialogo e forse sono un po’ più vuote le rispettive serate. Errare è umano e perseverare è diabolico, ma pensi che valga anche fra me e te? PS: mi aiuti a trovare una bella foto per il mio racconto?

SOlo un respiro di vento.

8 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Se sono, si riempie di luce
ogni mio desiderio,
nulla più tace.
Se cerco, una via si disegna,
lo sguardo avrà pace,
perché non è solo un istante
che cade sul fondo di un dì,
perché sono un raggio di sole
che danza tra le onde,
temendo il profumo di un bacio.
(RIT) Se io, se tu, se noi siamo,
come respiri di vento,
come braci di un fuoco lento,
così negli occhi un cielo abbiamo.
Se sei, si aprono le mani,
sorrisi ed abbracci,
anche da chi non conosci.
Se guardi, i ricordi
si perdono tra le lacrime
per chi non hai mai amato,
perché non è un filo ebbro d?acqua
che incespica un po? nella roccia,
perché sei una voce del tempo
che osa, un?anima nel vento.
(RIT) Se io, se tu, se noi siamo,
mai più parole i nostri occhi,
mentre scivolano i giorni,
potranno fendere, noi che amiamo.

Clochard (Canto di Strada)

3 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Silenzio, goccia sui sassi,
l’inconsolabile luna
spia inquieti amanti,
rami tra dardi nel vento.
Lievi fiori di cristallo
piovono di luce in mano,
dietro ombre sotto un lampione.

RIT: Clochard d’amore, Clochard senza voce,
tra il cemento ed il piombo,
io qui sono e a nessuno rendo conto.

Così è già sera: in città,
sui marciapiedi logori,
degli occhi color del mare,
vi è chi dorme e spera,
un gomitolo arruginito
ed una chiave al collo,
per scaldare un po’ il passato,
per sentirsi il re del mondo.

RIT: Clochard nel cuore, Clochard senza voce,
il mio migliore amico è un sordo,
viviamo e a nessuno rendiamo conto.

Il sonno di un bambino.

15 Settembre 2006 Commenti chiusi

non so se possa essere realistico come racconto,so che in una giornata di pioggia mi èvenuto inemntedi scrivere questo racconto.Sono bene accette le critiche.

I
Piove, scende fitta e silenziosa, una manna da questo cielo sempre più strano per irrigare la terra assetata da troppi giorni. Sono già le sei, apro di malavoglia la luce e resto in ascolto: silenzio, nessun movimento dalla tua camera, solo il ticchettare dell?orologio in corridoio smorza questo gelo che sopprime le mie sicurezze. Mentre mi rivesto della vestaglia, rivolgo l?orecchio alla strada con un groppo in gola: un?auto rallenta sulla curva di casa nostra, tra un po? si aprirà il cancello e tu rientrerai finalmente con passo furtivo e consapevole del tuo ingiustificato ritardo. Io qui ad aspettarti a braccia conserte, come spesso ho fatto negli ultimi anni. No,?? L?auto prosegue, l?attesa continua incessante. Mi appoggio alla finestra e guardo fuori, con le dita mi strofino gli occhi pesanti mentre un mix di pensieri ed emozioni si accavallano in questi minuti lenti e monotoni: dove sei tesoro mio? Mi fa paura,?. D?impulso prendo il cellulare e controllo le chiamate: nulla, assolutamente niente da ieri sera, né un sms, né uno squillo caduto a vuoto, il nulla e questo silenzio, solo il gocciolare piano dalle grondaie,?? Prima di uscire, mi avevi abbracciato teneramente rassicurandomi: ?Mamma, tranquilla, torno presto,non faccio come lo scorso sabato, vado solo a farmi un giro con Diego giù a Lignano,?Ok?? Uno sguardo ingenuo illuminava il tuo viso ancora di ragazzino, tu e Diego, sempre voi due, tutti i fine settimana assieme come Cip e Ciop,??. altro che trovarti la morosa, quella sarebbe solo un optional per te! Quegli occhi blu mare,?. ? Va bene, ma non bere troppo, che poi se ti fanno la prova, devo chiamare papà per farti venire a prendere!? Girandoti, mi sorridevi rassegnato: ?Ma mamma,???.
Il sole sta facendo capolino da sotto le nuvole dense, finalmente un po? di sereno dopo due giorni di pioggia. Vago su e giù per la stanza in preda ai miei demoni interiori. Sì, è vero non sono sempre stata una madre modello, quando era piccolo, a pranzo mangiava dai nonni o alla mensa della scuola perché io dovevo ( e devo ancora) seguire il lavoro allo studio che non mi da tregua, forse io e suo padre avremmo dovuto fare più spesso delle vacanze assieme a lui, forse dovrei cercare di essergli più vicina e cercare di capire ciò che pensa ma io ci sono sempre e lui lo sa che può contare su di me se ha bisogno, lui sa che certi comportamenti mi fanno stare male. E allora perché per l?ennesima volta non vuoi capire che se ti dico di tornare a casa ad un certo orario, non devi sempre fare di testa tua?
Tendo di nuovo l?orecchio: no, sempre le solite auto che passano e che rallentano sul bagnato?. Quest?attesa è snervante, il sonno ormai è completamente svanito dal mio corpo e mi sta montando una cocente rabbia. Vedrai quando torni a casa, stavolta,??. Dal rubinetto in bagno tintinnano ogni tanto delle piccole gocce quasi a volere scandire l?impazienza che fa tremare le mie gambe. No, non sono propriamente quella che si chiama una roccia, ho paura perché la mia vita ora sei tu?.. Provare a telefonarti? La solita madre bacchettona, probabilmente diranno i tuoi amici, che palla! Niente, il telefono squilla invano, chiamata inoltrata, inutile, non sei reperibile! Guardo il quadretto appeso al muro dietro di me, una madre con in braccio il suo bambino: Vergine santa proteggilo tu!
II
?Signora V. mi dispiace molto,?..? un medico mi tende la mano nell?intento di indurmi a sedere. ?guardi, abbiamo fatto tutto il possibile ma quando è arrivato qui in ospedale, non c?era più niente da fare? il suo cuore non siamo riusciti??.? Le sue parole mi attraversano la mente, entrano da un orecchio ed escono dall?altro, non riesco a trattenerle, seguo il movimento delle sue labbra ma non sono capace di comprendere che cosa mi sta dicendo. Forse sono diventata sorda o pazza. Non so, ?.. Vicino a me c?è Diego, ha uno sguardo dimesso che cerca di nascondere con le mani. Ma perché siete tutti qua vicino a me? Che succede? Che cosa volete? Dov?è mio figlio? Dentro mi sento come un leone in gabbia, tante parole vorrebbero uscire dalla bocca ma è come se mi avessero annodato tra loro in un groviglio insensato le corde vocali. E non capisco il perché. ? Ha bisogno di qualcosa signora? Vuole un tè prima di andare di là,?.?? Accenna con gli occhi ad una stanza, in fondo al corridoio, la porta è semiaperta ma è troppo lontana perché io possa anche solo immaginare che cosa contenga. ?No, non ho bisogno di nulla.? Rispondo guardando ingenuamente il mio interlocutore in camice verde. Perché di che cosa dovrei avere bisogno? ?Bene, allora, venga con me per favore,???. Camminiamo a passi lievi lungo il corridoio, mi sento tranquilla ma ho come un mal di testa fastidioso che batte nella mia testa. La porta viene spalancata, una camera tutta bianca, pulita ma intrisa di uno strano odore, un letto, un lenzuolo, un viso???. ?Ecco ?.. suppongo che preferisca restare da sola ora, qui c?è una sedia se vuole,?? Mi offre gentilmente di sedermi, la sedia del resto è proprio accanto al letto. Caro dottore,??Un?attimo, un pensiero: mio figlio? Guardo davanti a me: un viso, due occhi chiusi, sembra addormentato, scosto tra i capelli degli aghi di pino che chissà come gli si sono impigliati, anzi alcuni si sono impasticciati formando dei grumi, sangue. Mio figlio. Presa da un impeto, t?ho abbracciato, stretto a me, ti ho cullato come quando eri solo un bambino. Ma fa freddo,qua dentro c’è solo un dannato freddo silenzio.

Mai più.

1 Settembre 2006 Commenti chiusi


Coi capelli morbidi e fluenti come le spighe di grano e bagnati dal sole pacato del mattino, intrecci brevi illusioni che scivolano poi nell?arido meriggio di scirocco. Tra la voce e lo sguardo, solitario anelito del passato sceglie la pena: l?ingenua verità di poche parole, il timore e l?ansia di una tiepida carezza, foto antiche bruciate nel vuoto di un posacenere. E precipiti nel tuo inferno. Sì, ho sbagliato ma ora dimmi perché? Cosa hanno fatto le tue mani? Le ombre bussano già alla finestra della tua anima, lievi frusci tra le foglie. Non li senti? Non chiederti del futuro, rispondi al tuo presente, non fuggire giacché anche il sorgo selvatico spesso sa amare.
Scrivo due parole che cancello con le lacrime: se potessi dimenticare,…… Manuela con voce pietosa al telefono spazzava via ogni speranza: “Forse ora LUi ha un’ altra,….. non era destino, sai,…… ” Ma qual’è il destino quello che si cerca o quello che si costruisce giorno dopo giorno? Ritornando al passato cosa cambiarei? Cosa non rifarei? Forse tutto, lo so, forse sarebbe comunque così il presente, chissà…… Il pensiero sprofonda nel golfo, sotto poche nuvole in queste ore prima del tramonto; tira un po’ di bora che scompone la durezza dell’orgoglio. Fra due settimane, solo due settimane il passato sarà passato come un temporale che scarica la sua forza in quella mezz’ora e poi passa. I Ricordi sono andati, due anni sono perduti ed io? Io sono un stelo che segue il respiro di Dio e vivo di ciò che scrivo.

I passi nel tempo

3 Luglio 2006 Commenti chiusi


Io sono ciò che sono,

vivo dietro un’ombra

per più non intristirti,

mia tenera fanciulla.

Ma tu forse ora m’ascolti,

puoi leggere ciò che scrivo,

mentre ti siede accanto

il mio pensiero, ogni attimo.

Perché allora?

Lo sai, io non chiedo

che un’ultima tua parola,

a tergere una mano inaridita.

Lacrime sui miei passi, stasera.

Magma.

27 Giugno 2006 Commenti chiusi

Negli occhi tuoi cerulei,

vorrei scavare un po?,

ignorare se più esiste,

il mare che cerco,

ed il mio fato già spento,

che la vita mia hanno perso.

Il passato danzante

tra cieche fiamme

rimembro giammai

ma un sussulto greve

poiché ciò che non dice

la voce o la penna,

qui fiorisce l?alma,

rapita nel suo stanco inverno.

Così un sorriso saprei,

dalle pagine della tua età,

giacché sempre mi parla

l?idea che vede,

come un magma, si riveste.

aforisma!

26 Giugno 2006 Commenti chiusi


Mi dispiace di lasciarti nel tuo presente col dubbio di aver perso ciò che non hai voluto capire, che il tutto che vuoi vedere non è uguale all?infinito che puoi sentire, che gli occhi saranno sempre gli unici leali messaggeri di ciò che con la voce, l?anima non dice.

Lei non crede!

26 Giugno 2006 Commenti chiusi


Ecco qua uno dei testi a me piu cari, uno degli ultimi versione definitiva.

Lei non crede

Lei non crede

che io possa carezzare il cielo

e giocare un po? con le stelle,

coglierne per caso una

che nell?infinito indulge,

per deporla così,

sul suo tiepido seno.

Lei non vuole

chinare piano il cuore

ad ascoltare due parole,

sfidare la voce del vento

e rubare tutte le favole

ad un fiore,

mentre la notte si nasconde.

Ma io vedo e so

che osare talvolta è un piacere,

disegnarti con la mano

ora vorrei qui

e ritrovarmi tra le tue braccia

come spesso era,

quando scherzavi con la mia faccia.

Ma io ricordo

il tuo chanel tra le lenzuola,

cercarti sempre all’alba,

nel sonno e dopo l?amore,

qua e là un respiro,

scoprire tutti i tuoi trucchi

e scendere con te sotto la doccia.

Lei non crede che io vedo e so.

Lei non vuole che io ricordi.

Continuo con uno dei miei pezzi forti!

23 Giugno 2006 Commenti chiusi


L’ultimo per stasera e mi piacerebbe accompagnarlo con una foto che mi ha inviato un mio carissimo amicoche perlatro mi ha confessato di apprezzare molto questo testo spero che piaccia anche coloro che lo leggeranno qui,…..

Canto del Viandante(Song for my Little Smiling Word)

Io sono e sarò qui,
ovunque in te, canto
d?ogni tuo attimo,
all?alba e al tramonto,
d?un viandante eterno,
che la Moira accarezza,
inciampando tra sogni
che celano ed alzano
stelle nella nebbia.
Tra le lacrime, un anelito:
attendo il mio giorno,
col cuore all?inferno,
per odio e per amore,
ricordare una voce
ed udire un fremito
che ghermisce pace agli occhi.
Ma se tu vuoi, parla ora
e l?ombra di me morrà,
giacché oggi non c?è un cielo
per confondere un po? due anime,
siamo vicini ed orbi,
tra sazi fantasmi
che perdono il presente,
in cerca d un colore
che hanno dimenticato.

RIT: I sing a song
for my Little Smiling Word,
I sing a song
for a Feeling at the dawn,
I sing of emotions the Breath,
for you, my World of Words.

echo '';